Si è tenuto in videoconferenza l’incontro  convocato dalla  Direzione generale per il personale scolastico e avente per oggetto l’attivazione del confronto sui criteri di attribuzione degli incarichi ai DS neoassunti a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021. Presenti per l’amministrazione il dr. Bruschi, la dr.ssa Novelli, la dr.ssa Capasso, la dr.ssa Mottolese.

In apertura, non avendo trasmesso anticipatamente alcun documento, malgrado quanto da noi richiesto, il dr. Bruschi ha comunicato l’o.d.g.:

  • conferimento incarichi sulle sedi nominali;
  • beneficiari legge 104/92;
  • criteri attribuzione incarichi.

Il Dr. Bruschi ha precisato che saranno messe a disposizione tutte le sedi nominali e sarà chiesto ai vari UU.SS.RR. di specificare la durata effettiva degli incarichi nominali che sono legati a comandi, distacchi, esoneri di varia natura e di varia durata. E’ stata dura ma abbiamo posto fine dopo anni, nonostante tutte le resistenze, al fenomeno del congelamento delle sedi nominali…. eppure il CCNL era chiarissimo: Le sedi nominali sono disponibili per altro incarico!!

Preliminarmente DIRIGENTISCUOLA ha eccepito che alla convocazione non sono stati allegati i documenti relativi all’oggetto richiamando i commi 1 e 2 dell’articolo 5 del CCNL 2016-2018 dell’area dirigenziale Istruzione e Ricerca, che così recitano:

  1. Il confronto è la modalità attraverso la quale si instaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire ai soggetti sindacali…di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’amministrazione intende adottare.
  2. Il confronto si avvia mediante l’invio ai soggetti di cui al comma 1 degli elementi conoscitivi sulle misure da adottare, con le modalità previste per la informazione.

La delegazione DIRIGENTISCUOLA ha letto una dichiarazione da allegare al verbale, chiedendo contestualmente all’amministrazione e alle sigle sindacali presenti di esprimersi su quanto eccepito.

Come prevedibile nessuno ha aperto bocca! Guai a contestare l’operato dell’Amministrazione anche allorquando viola sfacciatamente norme contrattuali.

Per la questione mobilità interregionale DIRIGENTISCUOLA ha messo in evidenza che gli Uffici Scolastici Regionali si sono comportati in modo difforme, in alcuni casi le richieste non sono state prese in considerazione creando disparità di trattamento.  A fronte delle 92 richieste di mobilità accolte solo 59 sono quelle dei nuovi dirigenti.

La mobilità dei dirigenti scolastici, sia all’interno della regione che interregionale, secondo l’articolo 40, comma 1 del D. Lgs. 165/01 e s.m.i., è oggetto di contrattazione nei limiti previsti dalle norme di legge L’altra novità è prevista nell’articolo 5, comma 5 del nuovo CCNL che, con riferimento ai soli dirigenti delle istituzioni scolastiche ed educative, mantiene il confronto a livello di Direzione scolastica regionale sui (soli) criteri generali per il (solo) conferimento degli incarichi di reggenza, non altro. E’ evidente che  la mobilità dei dirigenti scolastici – regionale e interregionale – è adesso materia di confronto in sede del Ministero dell’istruzione; questa è  la sola sede in cui l’Amministrazione può sottoscrivere un’Intesa, a conclusione del confronto, per regolare la predetta mobilità nella sua duplice forma. Cosa che non è avvenuta e per questa mancanza DIRIGENTISCUOLA ha diffidato il ministero mentre gli altri sindacati, nel momento in cui avrebbero dovuto sostenere la necessità di applicare la norma e stabilire i criteri a livello centrale,  hanno preferito firmare un verbale di “confronto- non confronto”. Cronaca di un disastro annunciato!! E’ stata ribadita  la posizione espressa da DIRIGENTISCUOLA già nel precedente anno scolastico in merito ai beneficiari della legge 104/92, le cui prerogative che devono essere tenute in considerazione già dalla prima fase, cosa che che avrebbe evitato contenziosi infiniti e le rinunce di tanti dirigenti. Non si possono  utilizzare per un concorso nazionale i meccanismi nati per un concorso regionale.  La dr.ssa Capasso (vale la pena ricordare che non è più la dirigente dell’ufficio II della D.G. del personale, essendo passata al Gabinetto!) ha spiegato che si è addivenuti al calcolo dei posti disponibili per le immissioni in ruolo partendo dal DM sugli organici, sono state calcolate le cessazioni dal servizio, i trattenimenti in servizio e, al termine della mobilità, si è addivenuti al numero comunicato che corrisponde ai posti autorizzati dal MEF.

Il dr. Bruschi ha escluso che l’amministrazione possa modificare il sistema delle precedenze per la L. 104  per il principio della continuità; cambiare le cose aprirebbe innumerevoli contenziosi e metterebbe in discussione la posizione dei controinteressati. Le pronunce giurisprudenziali non sono univoche: ci sono stati  54 ricorsi basati sulla L. 104 , solo uno è tornato nella propria regione a fronte di una sentenza di merito, ci sono state 10 sentenze cautelari a favore dell’amministrazione resistente e 23 sentenze cautelari a favore dei ricorrenti.  Tra i futuri dirigenti ci sono solo 17 in possesso di L. 104, un numero ridotto di casi.  Per quanto riguarda i ricorsi dei cosiddetti asteriscati inseriti in graduatoria, si precisa che fino a ottobre il ministero era soccombente ma da gennaio la situazione è cambiata.

Emerge ora il concetto della continuità! Cet a dire: quando si sbaglia anche se ci si accorge di aver sbagliato e si è in presenza di giurisprudenza consolidata, per continuità, si continua a sbagliare.

A fronte dei nostri reiterati solleciti  e della minaccia di abbandonare il tavolo, Il Dr. Bruschi ha assicurato che invierà ai sindacati la bozza della nota con i criteri per il conferimento degli incarichi…cosa che, come già da noi messo in evidenza più volte, sovverte il sistema delle relazioni sindacali, vanificando lo scopo della normativa pattizia che prevede la trasmissione dei necessari elementi conoscitivi prima degli incontri sindacali, onde permettere alle parti la formulazione di proposte de osservazioni in merito.

Il che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, far presumere che  dopo l’invio dei criteri proposti dall’amministrazione, si dovrebbe aprire il confronto e concluderlo con un verbale.

Il Presidente Fratta: “Staremo a vedere! Spiace dover prendere atto che bisogna lottare  a  denti stretti anche per far rispettare istituti contrattuali che non sono soggetti o non si prestano  a possibili  interpretazioni.  Questo succede allorquando, nonostante le norme, si consolidano comportamenti difficili poi da rimuovere specie sono gli stessi interessati o beneficiari a doverlo fare”.