Si è da poco concluso l’annunciato incontro inerente il Patto per la scuola. Ripresa dei lavori e definizione delle priorità che, inizialmente previsto per il 3 agosto u.s., è stato poi posticipato ad oggi.  All’evento, presieduto dal Ministro dell’Istruzione, Prof. Patrizio Bianchi, hanno preso parte le Confederazioni e le OO.SS. rappresentative d’area e di comparto.

Il Patto per la scuola, siglato in data 20 maggio u.s. tra il Ministro ed i Segretari confederali, avrebbe potuto rappresentare un’importante occasione per dare nuova linfa al processo di rilancio del sistema scolastico italiano. Innalzamento dei livelli di istruzione, valorizzazione della professionalità del personale attraverso la revisione dei meccanismi di reclutamento e formazione, incremento degli organici finalizzati ad una razionalizzazione del numero degli alunni per classe, sicurezza degli edifici scolastici: questi i principali obiettivi del Patto, da conseguire attraverso l’avvio di tavoli tecnici dedicati allo studio, all’analisi ed alla definizione di soluzioni condivise da verificare, attuare e monitorare.

Da quel 20 maggio ben poco si è fatto per realizzare quanto previsto dal succitato documento: ad oggi, abbiamo assistito solo ad astratte dichiarazioni d’intenti, a dispetto di quella concretezza che DIRIGENTISCUOLA ha più volte sollecitato.

In apertura, il Ministro Bianchi ha fatto il punto della situazione, precisando che, dalla firma del Patto ad oggi, sono stati comunque messi in atto diversi interventi dando priorità alle questioni più urgenti: la ripresa del concorso ordinario e l’immissione in ruolo di docenti; le azioni di contrasto al sovraffollamento delle classi, per cui sono stati stanziati fondi consistenti in attesa della definizione di un più strutturale incremento degli organici, punto fondamentale del PNRR; il Piano scuola per l’estate, finalizzato al recupero delle competenze; lo svolgimento degli esami di Stato in presenza; lo stanziamento di risorse agli EE.LL., proprietari degli edifici scolastici, per gli interventi più impellenti; il recupero del FUN per la dirigenza scolastica. Si è, dunque, intervenuto su persone, infrastrutture, riforme, riapertura.

Nel prendere atto di quanto rappresentato dal Ministro, le delegazioni presenti sono intervenute con una leitmotivica critica al metodo adottato sino ad oggi, sia da parte del Ministero che, più in generale, del Governo. A dispetto della condivisione pur prevista dal Patto, gli interventi elencati sono stati attuati perlopiù in maniera unilaterale, senza il necessario coinvolgimento delle parti sociali.

Anche la Segretaria generale CODIRP, Tiziana Cignarelli, ha lamentato la mancanza di una interlocuzione sindacale in tutte quelle decisioni che vanno ad incidere sul rapporto di lavoro, malgrado il coinvolgimento, non solo simbolico, dell’intero Governo nella firma del Patto per la scuola, non a caso siglato a Palazzo Chigi. Nell’attuazione del PNRR, la scuola pare essere l’ultimo capitolo, a dispetto del suo ruolo di fondamentale importanza nel contesto sociale. Si sono perse diverse occasioni, a cominciare dalla necessità di migliorare l’esperienza della DaD, discorso che, visto il perdurare dello stato pandemico, avrebbe comunque dovuto essere portato avanti parallelamente alle azioni per un ritorno in presenza.

Il Presidente nazionale della DIRIGENTISCUOLA, Attilio Fratta, intervenuto anche in qualità di Segretario Gen. A. CODIRP, ha sottolineato ancora una volta l’inutilità di trasformare queste occasioni in un pot pourri di interventi in cui, spesso, si parla a ruota libera deviando dall’oggetto dell’incontro. Un’esigenza di concretezza che ha indotto DIRIGENTISCUOLA a predisporre un documento in cui ha sintetizzato le proprie posizioni sull’attuazione del Patto per la scuola, documento che, per mera correttezza istituzionale, sarà pubblicato dopo la trasmissione al Ministro. Fratta, pur riconoscendo che decenni di malagestione del sistema scolastico non si cancellano facilmente, ha sollecitato ancora una volta la necessità di riaprire il tavolo per la dirigenza, riprendendo le file del discorso interrotto illo tempore con la Ministra Fedeli sulle questioni inerenti la sicurezza e le molestie burocratiche.

La dirigenza, attuale anello debole del sistema, deve diventarne l’anello forte: vanno creati i presupposti per una gestione serena, sgravata da incombenze inutili, eccessive responsabilità ed atteggiamenti spesso vessatori da parte dell’Amministrazione.

Bisogna, inoltre, superare il vergognoso sistema delle reggenze, quest’anno alimentate anche dall’illegittima disapplicazione della legge di bilancio sul dimensionamento scolastico.

Se non si prenderà coscienza di tutto ciò, DIRIGENTISCUOLA non esiterà a dare seguito alla protesta avviata con la manifestazione dell’8 luglio u.s.

 

Nella replica, il Ministro ha proposto una calendarizzazione di incontri che, a partire dalla fine di settembre, saranno focalizzati su alcune delle principali tematiche del Patto:

 

24 agosto: riforma ITS e filiera professionalizzante

3 settembre: riforme scuola previste dal PNRR

8 settembre: atto d’indirizzo per il rinnovo dei CC.CC.NN.LL.