Si è svolto in data odierna l’annunciato incontro sull’avvio dell’anno scolastico 2021/2022, presieduto dal Ministro dell’Istruzione, Prof. Patrizio Bianchi.

In apertura, il Ministro ha precisato che la riunione odierna segue le due precedenti, di natura tecnica, svolte per la predisposizione del Protocollo di sicurezza in vista della riapertura della scuola. Obiettivo dell’Amministrazione è la ripresa della didattica in presenza a settembre.

Dai dati a disposizione risulta che la copertura vaccinale del personale scolastico sia pari all’85,5% su base nazionale; si registra, tuttavia, il ritardo di alcune regioni, presumibilmente dovuto ad imprecisioni nelle procedure di rilevazione.

Soddisfacente la risposta anche da parte dei ragazzi: nel complesso, il Ministro ritiene che il mondo della scuola abbia reagito con grande responsabilità a questa fase, mostrando capacità di fare.

L’Amministrazione, dal canto suo, ha messo a disposizione risorse ingenti: più di un milione di ragazzi, tra I e II ciclo, ha avuto la possibilità di svolgere gli Esami di Stato in presenza e molto si è fatto con l’attivazione del Piano Estate. Insomma: si è lavorato per ridare centralità alla scuola.

Il Presidente Fratta, intervenendo sulle questioni oggetto dell’incontro, si è mostrato compiaciuto per la determinazione mostrata dal Ministro circa la necessità di un ritorno alla didattica in presenza: non c’è apprendimento senza socializzazione, l’insegnamento è fatto di relazioni e questo è un aspetto ribadito da DIRIGENTISCUOLA in più di un’occasione.

Riapriamo, quindi, le scuole…ma con chi? I problemi da affrontare sono numerosi e fino ad oggi abbiamo sentito tante parole, ma visto pochi fatti.

Malgrado i buoni intenti espressi all’atto dell’insediamento, l’attuale dicastero si è mostrato sordo alle innumerevoli sollecitazioni fatte pervenire, sempre accompagnate da dettagliati documenti tecnici contenenti proposte operative che null’altro richiedevano se non di essere messe in atto. È stata offerta una fattiva collaborazione, sono state fatte presenti le promesse delle precedenti Amministrazioni, mai mantenute, è stato messo in rilievo il disagio di una categoria che, ad oggi, non ha indicazioni chiare ed inequivocabili su come gestire l’auspicato ritorno in presenza a settembre.

Eppure, il Sig. Ministro ha ricevuto i preoccupanti dati sul burn out della dirigenza scolastica: i colleghi non hanno esitato, pur con il soffocante caldo del mese di luglio, ad urlare a gran voce, sotto le finestre di Viale Trastevere, che la misura è davvero colma! Di questo passo, a settembre saranno i dirigenti stessi a rifiutarsi, giustamente, di riaprire le scuole.

Urge, per questo, convocare quella che si prospettava essere l’unica vera occasione di confronto, fornita dal tanto atteso Tavolo sulla dirigenza, inizialmente avviato ma poi andato in fumo per le ben note vicende sull’inaccettabile coinvolgimento di sigle non rappresentative della dirigenza.

In un successivo intervento, anche il Ministro si è mostrato d’accordo con le posizioni espresse dal Presidente Fratta, ribadendo la centralità del ruolo della dirigenza.

Se i dirigenti non stanno bene, la scuola non può funzionare: bisogna intervenire una volta per tutte sulle pesanti e sproporzionate responsabilità di cui sono gravati.

Nella replica, il Ministro ha preso atto delle richieste avanzate dalle sigle sindacali, sia sulle questioni strettamente attinenti alla riapertura a settembre, sia su temi più generali. Si è impegnato a farsi portavoce di tali istanze nelle sedi opportune, tanto a livello locale quanto centrale.

Purtroppo non sono mancati interventi da Libro Cuore, che hanno riesumato la comunità educante, pomo della discordia per la firma del CCNL.